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giovedì 7 gennaio 2010

Back posting con una bracciata di muffins invernalissimi per un buon 2010 a tutti voi: cranberries, mela esiccata e cioccolato bianco




E' passato veramente tantissimo tempo dall'ultimo post. Mavveramente!!

Questo periodo è volato... D'altronde non è una novità con le vacanze, no? :)

Avevo tante idee e tante cose da postare per Natale - spiccano dei Gingerbreads deliziosi di cui non sono neanche riuscita a fare foto decenti, ma della cui ricetta sono piuttosto fiera, e grazie ai quali mi sono innamorata del royal icing e dei biscotti decorati! - ma puff, il momento magico è passato, e mi sono ritrovata in un aereo per Parigi in men che non si dica.



La vacanza doveva durare 3 giorni, dal 25 al 28, ma per alterne vicende si è protratta fino al primo dell'anno.

Non era la prima volta che andavo a Parigi, e questo ha permesso a me e mio fratello - il mio compagno di viaggio! - di fare cose diverse dal solito... Mi sono innamorata del Marais, del quartiere Les Halles, e camminato tanto per stradine e viuncole nascoste. La Parigi che amo!

Comunque. Non ne parlerò diffusamente ora, ci sono davvero troppe cose da dire e io il 15 ho un esame, il primo (aaaaaaaaaaaargh!!). Ho tanti di quei posti (foodosi e pasticciosi, sure) da consigliarvi, che, mamma mia, non mi basterà una vita. E per fortuna la vacanza è durata solo 8 giorni!!! Comunque sono posts (sì, posts, perché saranno tanti!) che farò, non posso non farvi conoscere posti tipo... Cupcakes and co., o Le jardin de thé, o Le loir dans la theière, o Bagels & Brownies, o La librairie gourmande, o........ mi stoppo, che ne dite? ;)





I muffins! No, perché a Parigi (di nuovo!) ho comprato (tra le altre tonnellate di cose.....) il celebre libro sui muffins di Marc Grossman, alias Bob. Purtroppo mentre ero lì non ho potuto assaggiare dal vivo i suoi celebri dolcetti (chiuso per ferie!!! Ma si può, Bob? Ero affamata! Mi ha spezzato il cuore, anche perché ho girato mezza Parigi per trovare il Juice bar...), ma mi consolo prendendo spunto dal suo divertente libretto. Proprio simpatico. Questa volta in particolare non ho riprodotto una ricetta del libro - ho solo copiato la mania "fruttosa" che pervade quelle di Bob, e seguito i suoi consigli.

A dirla tutta, durante il viaggio di ritorno (in treno, stavolta) ho "sognato" questi muffins. Non proprio questi, ma è da lì che sono partita. Sì, mi capita. Forse sono un po' ossessionata dal cibo, comunque in senso buono.

Ero lì che non riuscivo a dormire, con mio fratello che ogni due ore urlava nel sonno "Aiuto!" (sì, una delizia!), con in testa a girarmi le foto del libro di Bob, qualcosa che sbatacchiava nella cabina in modo fastidioso, e ho cominciato a pensare al mais, alla mela essiccata in forno con una spruzzata di limone e dello zucchero di canna, al cioccolato bianco.

Il connubio mi ha intrigata moltissimo, mi sa di "profumato", lo sento così, a pelle, dato che non ho mai provato dei dolci con la farina di mais.

Appena a casa (sìsì, sono pazza, lo ammetto... Subito in cucina dopo 12 ore stremanti in treno!) ho cominciato a pesare gli ingredienti, tutta contenta. Mentre misuravo la farina di mais ho condiviso la mia gioia con mio papà, che con voce neutra non ha trovato altro da replicare se non: " Quella farina è scaduta". Ho guardato la confezione: "Da consumarsi entro il: Giugno 2008".

I miei muffins sono sfumati nel nulla. E avevo già amalgamato gli ingredienti liquidi. Ben.



A un tratto mi sono ricordata dei cranberries (non li chiamo "mirtilli rossi", ma quanto divertente è dire "cranberries"? Per me, prima dell'acquisto, questa parola significava solo Zombie, New New York, Stars, Promises, Just my imagination, Salvation...... eccetera!) acquistati in non ricordo quale supermercato in città.

Cranberries + mela essiccata + cioccolato bianco = dolce sapore nordico e invernale.

Mi piaceva. Mi sono messa all'opera.
Partecipo con questa ricetta alla raccolta di Pandipanna.

Muffins mela essicata, cranberries e cioccolato bianco

1/2 mela essiccata *

25 g cranberries

40 g cioccolato bianco

60 g zucchero di canna

160 g farina

35 g olio di girasole

100 g panna acida, per rendere ancora più nordici - e soffici! - i nostri muffins! **

1 uovo

1 e 1/2 cucchiaino di lievito

1 pizzico di sale



* Per la mela essiccata

Sbucciare la mela e spezzettarne una metà in pezzetti piccoli piccoli (1-2 cm.).

Mescolare in una ciotola con una spruzzata di limone (o arancia, io ho usato quella perché era lì in giro) e un po' di zucchero di canna. Versare in una teglia coperta con carta da forno e "spalmare".

Infornare a 150° per circa mezz'ora.



** Per la panna acida

Era la prima volta che la provavo, mi è piaciuta un sacco!

Mescolare 80 g di panna fresca con yogurt e succo di limone fino ad ottenere 100 g.

Lasciar riposare almeno un paio d'ore. L'ideale sarebbe 24 ore, ma chi c'ha il tempo? Comunque, visto che ci ho messo molto più yogurt e limone di come si conviene (proprio sapendo di non aver tempo), la panna si è rappresa parecchio in un paio d'ore! Infatti, inacidendosi, la panna, inizialmente abbastanza liquida, si addensa un sacco! Fortissimo da fare!



Procedimento

Sbattere ingredienti liquidi: uovo, panna acida, olio, zucchero.

Ingredienti secchi: setacciare farina, sale e lievito in una ciotola. Aggiungervi cioccolato bianco, la mela essiccata precedentemente "scollata" dalla carta forno, e cranberries. Amalgamare bene.

A questo punto versare ingredienti secchi in quelli liquidi, e mescolare quanto basta solo per far assorbire abbastanza la farina. Veloci, mi raccomando! Come razzi, usare un ice-scooper (funziona! Non so più se sono stata io ad avere una bella idea oppure se l'ho letto da qualche parte) per distribuire l'impasto in 6 stampini medi, per 2/3-3/4 dell'altezza degli stessi.

Su, su, ché con l'indugio si ottiene solo un'eccessiva produzione di glutine e dei muffins secchi, procedimento che si può rallentare mettendo l'impasto crudo in frigorifero. Parola di Bob :)

Ora infornare a 190° per circa 20 minuti.



Buona nordica e coccolosa merenda! ...E buon 2010!

martedì 25 agosto 2009

I magici quadrotti dell'amicizia di Manu




Sono definitivamente tornata in pista food-blogger, evvaiiii!!
Mi ero dimenticata quanto mi piacesse cucinare, fotografare, scrivere in questo piccolo spazio, che in qualche mese è cresciuto molto più di quanto immaginassi.
Oggi ho risposto a tutti i vostri commenti da un mese a questa parte: lasciarvi senza risposta mi sembra maleducato, mi sembra di lasciare le cose a metà, di non riuscire a far capire a chi passa per di qua quanto il vostro apprezzamento, i vostri consigli, le vostre critiche siano estremamente importanti per me.
Così vi ho risposto, per farla breve! :D

Dato che ci siamo, voglio ringraziare di cuore AGO, SALSADISAPA, KONSTANTINA, IRENE (la ragazza che ha creato l'header di Rosmarina, che però credo non leggerà queste parole in quanto non-frequentatrice di food-blog) e FRANCESCO (un amico che ha perso un po' di tempo dietro a questo problema :P) per la grandissima gentilezza e l'aiuto che mi hanno offerto per il problema che avevo con la sidebar. Problema che si è inspiegabilmente risolto da solo. Ciò non toglie che voi siate stati davvero forti: grazie!

Insomma: ho conosciuto un sacco di persone fortissime grazie a questo blog, simpatiche, gentili, disponibili, persone che mi stimolano sempre a fare del mio meglio... Ciò che cucino non lo cucino solo per me e per la mia famiglia, lo cucino anche per tutti voi che mi leggete, per stupirvi, per farvi piacere, per ispirarvi, a volte, se ci riesco. Ma molto più spesso per essere ispirata da voi.

Questo grande, grandissimo grazie ve lo voglio mandare accompagnato da uno squisito quadrotto, che penso sia molto più diretto e sostanzioso di mille parole.

Allora.
Ieri, all'incirca alle 11 di sera, spilucco il bellissimo blog di Manu. Mi imbatto per caso in questo post, e capisco subito che si tratta di un dolce molto speciale.
Innanzitutto per i toni perentori, imperativi ed entusiasti di Manu, che mi hanno divertita e anche un po' inquietata: pareva, leggendo il suo post, addirittura assurdo restare seduti a leggere della paradisiaca consistenza dei suoi spicchi, senza essere già balzati a mescolare il burro con lo zucchero e a setacciare la farina col bicarbonato e le noci tritate.
Poi, mi sembra, dalla foto e dalla descrizione fatte da Manu, che questo dolce mi sia capitato davanti per miracolo: pare la personificazione di qualcosa che avevo in mente da moltissimo tempo, una specie di torta-biscotto con cui fare un "cookies cake", magari con una farcitura di mousse al formaggio come si usa nei paesi anglosassoni.
Ma a questo penserò una prossima volta. L'importante ora è concentrarsi sulla voluttusa consistenza morbida e croccantina di questo dolce, che sembra sciogliersi in bocca.
Così faccio: e 90 minuti 90 dopo aver letto la ricetta, schiaffo sul tavolo la teglia bollente di quadrotti.

Precisazioni: nonostante Manu si raccomandi ca-te-go-ri-ca-men-te di seguire in modo scrupoloso la sua ricetta, i suoi ingredienti e le sue dosi, mi sono vista costretta a modificare qualcosa. Per questo chiedo umilmente pietà alla suprema creatrice di questa delizia!

Fare i fichi secchi (o anche le albicocche, logico!)
Allora: sprovvista com'ero di albicocche secche, avevo quasi rinunciato a fare il dolce. Poi mi sono venuti in mente i bellissimi fichi selvatici che stazionano in frigo da qualche giorno, raccolti da mi papà nelle strade di campagna vicino a casa nostra (i vantaggi di vivere in stra-stra-straperiferia). Eh già, però erano freschi.
E allora secchiamoli!
Cerco su Google: Fichi secchi ricetta, e di fattibile nel giro di un'ora trovo questo: fichi tostati. Sempre meglio che freschi, no?
Ho usato circa 210 g di fichi freschi, e mi sono usciti solo 70 g di fichi secchi: quindi, per i 120 g previsti da Manu, aumentate la dose di fichi freschi.
Aprire i fichi a metà, disporli su una teglia coperta di carta forno e infornare a 130 gradi (i 100 della ricetta originale erano davvero poco) per circa 3 quarti d'ora. Quando iniziano a raggrinzire e drare, girarli e farli stare ancora una ventina di minuti.

Fare il marzapane
Prossimo step: "ovetti di marzapane ricoperti di cioccolato e glassa colorata"??? Questi, anche con tutta la buona volontà, non potevo fabbricarli in tempi utili.
Così, come Manu suggeriva, mi sono fatta una cinquantina di grammi di marzapane: seguendo la ricetta che trovo su Cookaround, mescolo 50 g di farina di mandorle, 50 g di zucchero a velo e circa o,4 albume d'uovo leggermente sbattuto. Ho aggiunto a una metà il colorante blu, all'altra il colorante rosso. Arrotolo in un pezzo di carta alluminio e metto in freezer a solidificare.

Non ce le ho mica, le noci brasiliane!
Last but not least: le noci brasiliane. Niente da fare, non le avevo, E andare a cercarle fuori casa all'una di notte non era proprio il caso. Banalmente, le ho sostituite con normali noci.

Manu, ti assicuro che è venuta comunque de-li-zio-sa. Non oso quindi immaginare con gli ingredienti originali.

Ingredienti e how-to
Vi rimando al suo post: non avrebbe senso riscrivere il procedimento, visto che l'ho seguito pedissequamente.
Solo qualche indicazione nel caso non aveste come me gli ovetti di marzapane: dopo che il marzapane homemade si è ben indurito in freezer (dopo 40 minuti), tagliatelo in pezzetti e mescolatelo col resto della pasta. Deve essere ben duro, altrimenti come a me si scioglierà nell'impasto.

Perché "Quadrotti dell'amicizia"?
Mia mamma un po' odia che io faccia dolci.
Non fraintendete: ne è molto ghiotta, pensa che io sia molto brava ed è contenta di vedere tutta la passione che ci metto.
Solo, ne faccio troppi. Sul serio. E lei se li mangia.
Quindi, lei ormai associa la mia passione ad un'attentato alla sua linea.
Preoccupata, una volta finito il dolce vi ho apposto un bigliettino: "Scusa se ho fatto quest dolce, ma non ho potuto resistere!"
Quando stamattina sono scesa, ne ho trovto un altro a fianco, in cui venivano urlate in stampatello queste parole: "BUONISSIMO!! COMPLIMENTI. BRAVISSIMA!!!" (sì sì, punti esclamativi compresi). Ne mancavano già tre quadrotti :) capite, sono cose che fanno cominciare bene la giornata.

Nel primo pomeriggio sono andata dall'estetista. Uscendo, le ho offerto un quadrotto dell'amicizia. Un amico di Alessandra (nome dell'estetista) stava entrando in negozio, ne ho dato un pezzo anche a lui, che mi ha fatto un sorriso da un orecchio all'altro.

Inforcato il mio motorino, sono andata a confortare il mio ragazzo in pieno studio di spagnolo pre-esame. Gli ho lasciato 4 quadrotti, per lui e la sua famiglia.

Re-inforcato il mio bolide, sono andata a confortare la mia Elena, in pieno studio di storia dell'arte pre-esame di ammissione ad architettura. Le ho dato 3 pezzi, per lei e i nonni.

Tornata a casa, di dolce non ce n'era più nemmeno un pezzetto (e così tra l'altro mia mamma non si è più lamentata per la sua dieta infranta), ma ben 9 persone oltre a me e i miei genitori si erano goduti questa delizia.

Ecco perché: Quadrotti dell'amicizia.

Manu,.... GRAZIE.

Provateli e condivideteli: questi quadrotti meritano davvero di essere conosciuti da più persone possibili.

sabato 20 giugno 2009

Crostatine "Stresa" con Mousse al Cioccolato bianco e Arance candite

In un bar, in Sicilia, ho trovato gli Agrumi Canditi. Essi appartengono alla categoria di cose che, prima che iniziassi a cucinare, ritenevo fosse d'obbligo mi facessero un po' schifo.
Invece, stavolta, quando ho visto quelle belle scorzette, ho pensato: "Uaaauu!", e ne ho comprati 4 etti.

L'impasto era quello che avanzava dalla "base Stresa"; la crema, l'avanzo della mousse bianca al latticello, alla quale ho semplicemente aggiunto 5 gr. di gelatina.

The way to do it
Cuocere la base Stresa in bianco come indicato qui; una volta fredda, aggiungere la crema e infine le fette di arancia candite.

venerdì 24 aprile 2009

Quando un Kiwi incontra un Lime...

...le cose si fanno interessanti.
Come in questi cupcakes, con cui partecipo al contest La Ricetta del Vicino è Sempre Più Saporita, della Trattoria Muvara.
La ricetta che intendo "rubare" viene da questo blog, e più in particolare si trova in questa pagina.
Quello di Gata è stato il primo foodblog che ho scoperto, quest'estate. Si può dire che lei senza saperlo mi abbia svelato l'intero mondo foodblogger, attraverso i link dei siti preferiti, e mi abbia avvicinata anche alla cucina in generale. (Prima mi limitavo a sfornare torte di yogurt in tutte le salse, usando una ricetta fantastica di mia madre-che di sicuro posterò a breve).
Le sono molto riconoscente e inoltre spesso passo ancora da lei, contenta di vedere che il suo sito è sempre semplice, pieno di ricette originali e spunti interessanti!
Non le ho mai lasciato un commento, ma solo perché di questo universo "gastronomico" mi sentivo solo un'umile spettatrice, che ammirata prendeva appunti su un foglietto di carta e correva in cucina a sperimentare pasteasciutte alle verdure, frittate al forno, paste frolle senza burro...
Inoltre, mi intimoriva da morire anche solo un'iscrizione a Splinder (necessaria per lasciare un commento), in quanto come già detto sono una tecno analfabeta!
E invece, nove mesi dopo, ho aperto un blog, pur con molte tecno-consulenze, lo ammetto! :P E questo anche grazie a Gata! :DD
Tornando a noi... Questi muffins li ho provati quest'autunno, e mi hanno proprio fatto fare un'ottima figura! Anzi, adesso che mi ricordo, questo post è dedicato anche alla Agnese e a sua mamma, la quale mi ha chiesto tantissime volte la ricetta di questi tortini (ovviamente me ne sono sempre dimenticata :P)!

Ho seguito le dosi della ricetta originale quasi alla lettera: ho semplicemente sostituito il limone (che non avevo) con il lime, e aggiunto un frosting glassoso che ci sta veramente da dio!!
Ecco qua (ho dimezzato tutti gli ingredienti, in questo modo mi sono venuti 7 muffins-utilizzando una teglia per 12 piccoli tortini):

Per i muffins
62, 5 g margarina fusa
62,5 g zucchero
100 g farina 00
1 uovo
50 g nocciole (le ho omesse, non le avevo)
2 bei cucchiaini di lievito per dolci
125 g kiwi (circa 2/3 di kiwi)
il succo di metà di 1 lime

Porre i pezzetti di kiwi in una ciotolina a macerare con il succo di lime e un cucchiaio di zucchero.
In una terrina sbattere l'uovo con il mixer, aggiungere lo zucchero restante, la margarina, la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale. Infine versarvi i kiwi, con il succo che si sarà depositato sul fondo della loro ciotolina.
Versare il composto in una teglia per muffins, foderata di pirottini di carta, riempiendo questi ultimi per 2/3, e infornare a 160 gradi per circa 25-30 minuti.

Per il frosting
50 g ca. zucchero a velo
1/3 di kiwi (quello che vi è avanzato dai muffins!)
1-2 cucchiaini di succo di lime

Setacciare lo zucchero in una ciotola di acciaio incastrata in una pentola profonda, riempita con 4 dita d'acqua.
Prendere la polpa di kiwi e schiacciarla con un batticarne (non avevo voglia di tirare fuori il frullatore e poi dover lavare anche quello.....), fino ad ottenere una poltiglia.
Aggiungere il kiwi e il succo di lime allo zucchero, mescolare e poi accendere il fuoco sotto la pentola con l'acqua in cui è contenuta la nostra ciotola.
Mescolare con un cucchiaio di legno finché lo zucchero non si scioglie grazie al calore del vapore, togliere dal fuoco e lasciar raffreddare un po'.
Decoriamo i nostri tortini! Con un cucchiaino, spalmare un po' di glassa sul cocuzzolo di ciascun muffin e lasciarla colare lungo i lati. Poi, con un coltellino, pugnalare sadicamente ogni cupcake creando un buchino della profondità di circa un paio di centimetri, in cui poi infileremo le scorzette candite di cui sotto.

Per le scorzette di lime candite
vi rimando qui, con un'unica accortezza: il lime è molto più acido delle arance, quindi seguendo le istruzioni del sito a me sono venute scorzette molto amare. Al mio ragazzo poi sono piaciute un sacco, ma alle persone normali che non godono nel succhiare un pompelmo consiglio di lasciare bollire le scorze molto a lungo ad ogni passaggio, anche dieci minuti (come è più o meno consigliato anche nel sito che vi ho indicato)!
Lasciar freddare le scorzette sopra un foglio di carta forno, dopo circa un quarto d'ora saranno belle rigide.
Una volta che saranno ben indurite, infilare una scorza in ogni cupcake e poi servire.

Et voilà, una bontà! (Come dicono Arturo e Kiwi, i miti di me e di Mattia!)
La glassa mi ha davvero stupita! Non amo molto le glasse di puro zucchero, trovo che non sappiano di niente e che alterino il gusto dei dolci rendendolo melenso... Ma QUESTA glassa, in cui si coniugano lo zucchero e i gusti acidi di kiwi e lime, riprendendo ed esaltando i sapori del muffin con delicatezza, è veramente DIVINA!!

Che dire... Grazie, Gata!! :D Spero che questa replica dei tuoi muffins ti piaccia!

lunedì 20 aprile 2009

Cupcakes Glicine e Zagara d'Arancio



(Questa foto è presente anche su Flickr)


Il mio non è un giardino grande.

Non è nemmeno un giardino particolarmente bello o curato.

Tra l'altro, sul retro il terreno è acido e le piante sono piccole e stentate come bonsai troppo cresciuti (prima tra tutte una magnolia vecchia come la casa-13 anni-e alta ancora come me-1 metro e 60, a cui mio padre è molto affezionato, soprattutto per pietà).

Ma di sicuro, il mio è un giardino Simpatico.

Sul retro scorrazza libero Leo, e quante cene fatte con gli amici!; davanti alla cucina ci sono tre cespugli di rose vermiglie "vellutose" (avete presente?), che hanno il profumo più buono del mondo. Ma soprattutto, appena entrati dal cancello si cammina attraverso un arco lungo una decina di metri che conduce fino alla porta, su cui si arrampicano due piante di glicine e due di caprifoglio... Ah... Il caprifoglio! Il profumo che preferisco... Avevo detto che erano le rose? Intendevo il caprifoglio! E poi, il glicine..... Con i suoi pesanti grappoli lilla dall'odore dolce e discreto, che sommerge con gentilezza!

Sì... il mio è davvero un giardino simpatico!

In quanto a mangiarlo, il glicine...

L'unica esperienza in questo settore è stata una frittata voluta anni ed anni fa da mio padre, che non abbiamo mai più fatto. Strano, dato che era deliziosa. Ma forse proprio perché era una cosa così esotica e speciale, abbiamo preferito non ripeterci...

Fino ad oggi! Sdogano ufficialmente il glicine nella mia cucina, accostandolo con limone e fiori di Zagara. Questo delizioso miele di Zagara non si trova dietro l'angolo, è stato comprato a Catania.






E' pazzesco... Non ho mai amato gli agrumi, anzi!! Ma grazie alla raccolta di Lost in Kitchen, cui questo post partecipa, dopo questi due giorni di frenetiche infornate (ho deciso di partecipare ieri, e oggi il concorso scade...... casinara!), comincio davvero ad apprezzarli! La sorpresa più grande sono state le scorze di limone candite: non le avevo mai assaggiate ma supponevo a priori che non mi sarebbero Mai e poi Mai piaciute. E invece.... Mi sono dovuta trattenere dal mangiarmele tutte!

Questi mini muffins sono morbidi e spugnosi all'inverosimile, e il limone corregge alla perfezione il sapore dolce e fiorito (e per forza!) del glicine.

Volendo, panna a parte, sono pure light!





Questa ricetta partecipa alla raccolta di Pandipanna.





2 uova


100 g miele di Zagara d'arancio (o altro miele ai fiori d'arancio)


160 g farina 00


60 g olio di semi


100 g latte scremato


1 cucchiaio e mezzo colmi di panna da cucina (non


necessariamente quella da montare... io ho usato quella liquida, da cucina, quella per i tortellini per intenderci!)


buccia e succo di 1 limone


1 cucchiaio acqua di fiori d'arancio


mezza bustina di lievito per dolci


2 grappoli di fiori di glicine ben lavati ed asciugati





Per decorare


zucchero a velo q.b.




12 fiori di glicine brinati (se se ne ha la pazienza, prepararne 24, la decorazione sarà più carina!) (per preparare i fiori brinati basta lavarli e asciugarli con grande attenzione, spennellarli con albume d'uovo, far asciugare per un paio di minuti su un foglio di carta forno e poi passarli nello zucchero semolato)










Lavorare le uova con le fruste elettriche per una decina di secondi, aggiungere il miele e montare per un paio di minuti, aggiungendo man mano il succo e la scorza di limone e l'acqua di fiori d'arancio.


Unire metà della farina, sciogliere con l'olio, setacciare la restante farina con il lievito e aggiungere per ultimi la panna e il latte.


Versare il composto in una teglia per 12 muffins, foderata di pirottini. Vengono all'incirca 13-14 piccoli muffins.


Infornare a 160 gradi in forno preriscaldato, per 20 minuti (sempre facendo la prova stecchino).


Sfornare e far raffreddare su una gratella.





Una volta freddi, passare alla decorazione: prima tagliare con un coltellino la "coppola" dei muffins, creando un buchino del diametro di circa 2 cm. Spolverizzare con lo zucchero a velo.


Infilare verticalmente in ogni buchino una scorzetta di limone candito già pronta e indurita (io ho cercato di arrotolare le scorzette prima che freddassero per dargli un aspetto carino) e un fiore brinato (o anche due!).


Dolcisssimi!! Buon appetito!





Come anticipato prima, questi cupcakes partecipano alla succitata raccolta agrumosa!






domenica 5 aprile 2009

Dandelion Cookies, i.e. Cookies ai Fiori di Tarassaco


Dei biscotti fatti con dei fiori che nell'immaginario collettivo non sono altro che una pallida anticipazione di quelli che saranno poi i soffioni?!, ho pensato quando mi sono imbattuta in questa ricetta. Niente di più intrigante! Il mio giardino è pieno di denti di leone, così un bel giorno mi sono recata con il mio cestino nella parte di giardino dove il cane non può entrare e li ho raccolti tuttttti!
Con le foglie ci abbiamo mangiato per due giorni, dopo averle bollite ovviamente. E' una verdura amarognola per la quale personalmente non mi sento di sdilinquirmi, ma mescolata con dell'ottima ricotta di bufala che ci porta un amico dalla Campania il gusto amaro si bilancia e insomma... me la so magnata volentieri!
Arrivare ai petali belli puliti dentro ad una ciotolina, invece.... che incubo; io e mio fatello solo per pulire i fiori ci avremo messo mezz'ora! Vi consiglio di pulirli prima di lavarli, quando si bagnano si chiudono, i petali si appiccicano, un casino!!
Quante chiacchiere! Passiamo alla ricetta, che ho preso qui e di cui vi traduco le cups in grammi (ma che bontà! :P):

1 cup di petali di tarassaco - oh god, il peso in grammi non lo so... farei due dozzine di fiori, ma anche meno in mancanza
3/4 cup di zucchero bianco - 140 g
3/4 cup di zucchero di canna - altri 140 g (io ne ho messi 150 ca in tutto...... tra bianco e di canna)
3/4 cup margarina (burro se non si riscontrano problemi cardiovascolari in famiglia :P) - 345 g
1 uovo
2 1/4 cup avena - 170 g (secondo me troppa)
1 1/2 cup farina integrale - 160 g
3/4 cup noci sgusciate - non riporto la misura in grammi, non me la ricordo e in ogni caso erano troppe..... Io farei sui 40-50 g, poi va a gusti
3/4 cup uvetta - uvetta!!!!! Bleaaaah! ...non l'ho nemmeno pesata, non ce l'avrò neanche a casa...
mezzo cucchiaino bicarbonato
mezzo cucchiaino lievito (lo eliminerei)
mezza fialetta aroma alla vaniglia (toglierei anche questa)
una puntina di cannella
Solo Un Pizzico di sale (non errate come me :P)


Scaldare in una ciotolina chiusa da un piattino la margarina nel microonde a velocità minima finché non diventa cremoso (12-15 secondi) e lavorare in una ciotola con lo zucchero; aggiungere l'uovo e mescolate.
Raffinare per una ventina di secondi i fiocchi di avena nel mixer (si sprigionerà un profumino irresistibile per tutta la cucina..... aah), unirla alla farina, alla cannella, al sale, al bicarbonato, alle noci spezzettate e ai petali di tarassaco (il lievito eliminiamolo va').
Mescolate il composto cremoso con quello degli ingredienti secchi con un cucchiaio o con le mani (è più divertente!), avvolgete il composto nella pellicola e refrigerate per un po' (senza esagerare - vedi sopra).
A questo punto..... Togliere il composto dal frigo, suddividerlo in tante pallottoline (io ne avrò ottenute una ventina scarsa, un'infornata mi è bastata). Stendere su una teglia un foglio di carta forno e su questo disporre le palline ben schiacciate con le mani.
Infornate in forno già caldo a 190 gradi per circa 12 minuti (la ricetta dice 8-10 minuti; i bordi dei biscotti devono essere dorati). Sfornare (devono essere ancora morbidini, si induriscono dopo) su una gratella e lasciare raffreddare un quarto d'ora prima di pappare! :)

Sono buoni sono buoni; la stima che ho fatto del loro periodo di sopravvivenza è di circa una notte, e in famiglia siamo in 4! :)